Simbolo solare: si dice che segua il sole durante le migrazioni; simbolo del respiro, del vento («uccello del respiro»), della vigilanza, dell'amore, della buona massaia. L'oca preparata per il giorno di san Michele e per Natale personifica la forza calante e crescente del sole. L'oca e il cigno sono spesso intercambiabili nel simbolismo. Nell'epica celtica è simbolo di guerra e attributo degli dèi guerrieri. Presso i Cinesi l'oca selvatica è un uccello celeste, yang, coraggio, luce, entusiasmo, velocità, uccello-messaggero che porta buone notizie, felicità coniugale, autunno. Pur essendo solare, l'oca nell'arte cinese è tuttavia associata alla luna autunnale. Nel cristianesimo personifica la vigilanza e la provvidenza ed è emblema di san Martino di Tours. Presso gli Egizi l'Oca del Nilo, il «Grande Schiamazzatore», è il creatore del mondo. Depose l'Uovo Cosmico, da cui si schiuse il Sole, Amon-Ra. L'oca è attributo del dio della Terra Seb-Geb e simboleggia l'amore, ed è anche emblema di Iside, Osiride e Horus. Presso gli antichi Greci simboleggia l'amore, la vigilanza, la buona massaia. È considerata attributo della Regina del Cielo Era. L'oca simboleggia anche Apollo, come sole;
Ermes, come messaggero degli dèi;
Marte, come guerra;
Eros, come amore, e Peito, come dea dell'oratoria e della parola persuasiva. Presso gli Indù l'oca selvatica o il maschio dell'oca è il mezzo di trasporto di Brahma, principio creatore, un essere esistente per sé. Significa anche libertà dai legami, spiritualità, devozione, dottrina ed eloquenza. Hamsa è raffigurata o come oca o come cigno. Nella tradizione giapponese l'oca simboleggia l'autunno, la rapidità, l'uccello-messaggero, e nell'arte è associata alla Luna autunnale. Nell'antica cultura romana significa vigilanza. A Roma si tenevano le oche sacre. Nella tradizione sumera le oche sono consacrate alla dea del cortile Bau.